Quando il volontariato va diversamente da come te lo aspettavi
Hai presente l’entusiasmo che provi quando stai per partire per un viaggio? Mentre prepari le valigie e inizi già a farti film mentali su quanto sarà figa l’esperienza, non stai nella pelle! Ma poi arrivi e ti rendi conto che è diverso da come te l’eri immaginato, il progetto non è come te l’aspettavi e senti di non star sfruttando al massimo il tuo tempo. Beh, in caso ti trovassi in quella circostanza… Fermati e respira. Non tutto è perduto.
Sono Sofia e nel 2025 ho fatto un’esperienza di volontariato in Perù. Il progetto a cui mi ero iscritta con Kay Pacha Aquì y Ahora riguardava l’insegnamento dello yoga e il trattare il tema delle emozioni con i bambini. Quando sono arrivata, però, non è stato possibile occuparmi di questo progetto dato che per l’anno in corso non era mai partito. Con i vecchi volontari tutto era stato delineato per filo e per segno, ma, purtroppo, la mancanza di fondi aveva reso impossibile reperire volontari che si potessero dedicare con continuità a questa iniziativa. Una volta arrivata sono quindi stata “dirottata” nell’insegnamento dell’inglese. Conosco abbastanza bene la lingua, quindi non ho avuto difficoltà dal lato pratico, ma sentivo che dedicarmi all’altro progetto mi avrebbe fatta sentire più appagata.
Nonostante ciò, sono sempre stata abituata a vederci il lato positivo. Pensavo che insegnare inglese ai più piccoli non mi avrebbe apportato molto, ma in realtà questa esperienza mi ha fatta riconnettere con la me bambina e ha ridimensionato il modo in cui vedo l’infanzia e lo straordinario lavoro degli insegnanti. Mi ha mostrato quanto sia importante essere un punto di riferimento per i più piccoli, quanto un abbraccio possa valere, soprattutto per i bimbi che di abbracci ne vedono pochi, e quanto, nonostante la giovane età, noi volontari abbiamo da offrire a chi incontriamo. Inoltre, il bello di questo tipo volontariato è avere la possibilità di conoscere persone e luoghi meravigliosi. Prima di tutto la famiglia ospitante ha trattato me e gli altri volontari come dei figli, preparandoci da mangiare e chiacchierando con noi tutte le volte che ne avevamo voglia. Penso che i momenti più belli fossero esattamente quelli in cui ci prendavamo lo spazio per parlare delle nostre vite e delle difficoltà che avevamo affrontato, spesso simili tra di loro, nonostante le differenze culturali.
Per quanto riguarda i luoghi, il Perù è un Paese estremamente ricco dal punto di vista paesaggistico e turistico. Da Ica è possibile visitare con comodità l’oasi di Huacachina, la Riserva Nazionale di Paracas e le Isole Ballestas, Nazca e le sue famose Linee, per fare degli esempi. Queste sono tutte visite che personalmente ho effettuato durante i fine settimana, rendendo ancora più straordinario il mio soggiorno. Un’ultima doverosa menzione va alla settimana trascorsa nella località di San José de Challaca. L’associazione per cui ho effettuato il volontariato è nata proprio in questo paesino e abbiamo avuto la possibilità di viverci per dei giorni. È stato un tuffo nel passato, dato che il luogo in cui vivevamo era molto rurale ed eravamo totalmente immersi nella natura. Ci siamo dedicati al lavoro nei campi, a visitare le piantagioni di avocado (imparando molto a riguardo) e a giocare a carte in compagnia, dato che l’accesso a internet era piuttosto limitato. È stata un’opportunità per staccarsi dal cellulare e creare connessioni profonde con le persone che si trovavano in quel luogo speciale assieme a me. Tornata in Italia, sono entusiasta di questa esperienza, non solo per ciò che ho potuto vedere e vivere stando in Perù, ma sopratutto per ciò che mi porto a casa. Sono tornata più consapevole, matura, ma soprattutto con nuove persone che rimarrano sempre nel mio cuore.


