Dal 30 luglio al 13 agosto 2026 ho avuto la possibilità di vivere un’esperienza di volontariato internazionale con Wildlife Sense, un’associazione di Skala, a Cefalonia, che ho conosciuto grazie a Joint Volontariato Internazionale.
Partire per un volontariato in Grecia dopo la maturità
Sono partita in un momento molto particolare della mia vita. Era l’estate dopo la maturità, quella che segna la fine di un capitolo e l’inizio di qualcosa di completamente nuovo. Davanti a me avevo l’università e tutte le aspettative, le pressioni e le incertezze che inevitabilmente accompagnano un cambiamento così grande. Alle spalle lasciavo la fine di una relazione che, nel tempo, mi aveva resa più insicura, chiusa e un po’ più distante dal mondo e dalle esperienze.
Avevo bisogno di staccare la spina. E forse, senza saperlo ancora, avevo soprattutto bisogno di ritrovare una parte di me che negli ultimi tempi avevo dimenticato.
A Cefalonia ero nuova per tutti, esattamente come quell’esperienza era nuova per me. Nessuno aveva aspettative su chi dovessi essere: potevo semplicemente essere me stessa, in maniera completamente trasparente.
Il volontariato con le tartarughe marine a Cefalonia
Il volontariato richiede impegno. Dedicare giornate intere al monitoraggio delle tartarughe marine, alla pulizia delle spiagge e alla tutela delle dune può essere stancante, soprattutto quando sei sola e lontana da casa. Ero l’unica a parlare la mia lingua e dovevo imparare a cavarmela senza avere sempre qualcuno su cui contare. Proprio quella fatica, però, mi ha spinta a uscire dalla mia comfort zone, rendendomi più indipendente e sicura di me.
I legami nati a Skala
Allo stesso tempo, ho avuto la fortuna di conoscere altri volontari con cui ho stretto legami bellissimi, non soltanto durante le attività, ma anche nei momenti più semplici del tempo libero: le serate insieme, le risate, persino le partite di pallavolo contro alcuni ragazzi del posto.
Ma ciò che porto maggiormente con me di quelle due settimane è una sensazione difficile da spiegare: avere finalmente il cuore leggero dopo tanto tempo.
In particolare, il legame che ho creato con una persona del posto mi ha lasciato molto più di quanto probabilmente lui stesso possa immaginare. Venivamo da realtà molto diverse e confrontarmi con qualcuno che guardava la vita da una prospettiva diversa dalla mia mi ha permesso di vedere anche me stessa con occhi nuovi. Mi fece notare quanto, ai suoi occhi, fossi una persona felice e serena, anche quando fino a poco prima io stessa non ne avevo nemmeno idea.
Le stelle di Skala
Ricordo che la sera mi prendeva in giro perché finivo sempre per guardare il cielo. A Skala, lontano dalle luci a cui ero abituata, le stelle erano incredibili. Io continuavo ad alzare gli occhi quasi senza rendermene conto.
E forse è proprio questa l’immagine che descrive meglio ciò che Cefalonia mi ha lasciato.
Mi sono resa conto di avere ancora dentro di me la capacità di cercare il lato positivo delle cose, anche nei momenti in cui trovarlo non è così semplice. Era una parte di me che avevo riscoperto proprio lì, nella semplicità e nella serenità di quei giorni.
Cosa mi ha lasciato il volontariato internazionale a Cefalonia
Sono partita per Cefalonia con qualche dubbio, chiedendomi se forse sarei dovuta rimanere a casa e provare a sistemare ciò che avevo lasciato in sospeso. Invece, è stato proprio partire, cambiare ambiente e prospettiva a farmi capire quanto ne avessi bisogno.
Ho imparato che a volte bisogna trovarsi lontani da casa, circondati da persone che non sanno nulla di noi, per riuscire finalmente a guardarci con occhi diversi.
Per questo faccio fatica a definire quelle due settimane semplicemente come un’esperienza di volontariato internazionale. Per me sono state molto di più. Cefalonia non mi ha soltanto cambiata. In qualche modo, mi ha completata.
Miriam Arena

